Di seguito riporto alcune immagini di un progetto proposto per la realizzazione di una copertura leggera. Si tratta di una corte interna nel ricetto di un villaggio di provincia piemontese, nel quale l’interesse principale stava nella costruzione di una copertura a rapida esecuzione, che richieda minimi interventi sull’esistente (si sfruttano i pilastri esistenti dei ballatoi e non si intaccano le coperture esistenti). La proposta prevede una serie di travi curve che sostengono dei cuscini di ETFE al fine di ottenere un effetto di cielo nuvoloso. Solitamente questo tipo di materiale viene impiegato nelle grandi luci (al fine di minimizzare la scarsa resa estetica sulle piccole dimensioni) o imitando le classiche bolle di sapone, come nel WaterCube di Pechino. Attraverso l’uso di questo materiale e questa configurazione spaziale, il progetto si presta ad essere mezzo per una ricerca sulla forma sviluppata delle membrane dei cuscini. Infatti ancora oggi è una lavorazione che viene effettuata senza procedure di ottimizzazione e, come per la realizzazione di vetri a doppia curvatura, diventa molto onerosa.
La proposta di coprire interamente la corte è stata abbandonata al fine di lasciare un’elevata visibilità del cielo ed è attualmente in studio una nuova proposta per una copertura parziale in corrispondenza del ballatoio di attraversamento. Si accettano consigli!

Foto del plastico: la corte esistente con la nuova copertura leggera in acciaio ed ETFE.

Viste del modello virtuale: la nuova copertura sfrutta le caratteristiche dell’ETFE per formare un ‘cielo nuvoloso’.

Sezioni sulla corte esistente con la nuova copertura leggera.

Schema della nuova struttura con evidenziati i punti d’appoggio.
4 Comments
Alberto,
il tuo «Si accettano consigli!» è una frase rivoluzionaria pensando alla vecchia cultura dell’architetto ‘monodisciplinare’ (per dirla alla Gregotti che recentemente ha scritto un libro contro il multidisciplinarismo dell’architettura).
Interessante questo tipo di approccio.
Saluti,
Salvatore D’Agostino
Consigli: se si vuole mantenere un’ampia visibilità, la cosa migliore da fare è lavorare sui livelli inferiori, per lasciare solo brandelli di cielo. Il cielo nella sua interezza, si potrebbe vedere magari solo ad un livello superiore…
Ottimo, il primo consiglio! Sì mi sembra un tentativo da fare, anche se l’idea di tagliare in due il volume della corte potrebbe essere un intervento pesante, se non pensato accuratamente. E pensarla all’altezza del ballatoio ma dinamica?
Bhè, si potrebbe fare. Forse una cinsione che in qualche modo renda l’intero ballatoio frastagliato oppure sinuoso (in base ai tuoi caratteri progettuali) potrebbe con forte semplicità creare un’immagine diversa. Poi se lo sbalzo si alza troppo, i sostegni potrebbero essere interessanti occasioni per proposte di nuovi elementi plastici…