La ricerca di Luigi Moretti

Luigi Moretti è un architetto che sembra stonare in questo blog. Ed è invece con grande sorpresa che, leggendo i suoi scritti e i suoi articoli pubblicati su Spazio, si scopre un vero pioniere teorico dell’Architettura scientifica, che lui definiva Parametrica (però con significato diverso da come lo intendiamo oggi).
Nell’articolo “Struttura come forma” scrive abilmente riflettendo su quel mondo di strutture, di varie tipologie, che possono prendere in diverso modo forma diventando architettura. In merito propone un progetto dell’arch. Figus, praticamente un personaggio sconosciuto, che lavora su geometrie un po’ Origami, come le chiamerebbe oggi Yves Weinand (vedi le ricerche dell’università di Losanna pubblicate su Matières n°8), facendo prendere forma architettonica ad una struttura che resiste per forma.

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Il valore del progetto proposto è nella gradevolezza plastica della composizione, supportata però da una elevata prestazione strutturale che proprio gli deriva dalla sua forma. Il grande pregio di questo articolo, e in generale del pensiero di Moretti, sta nel fatto di vedere l’architettura come un insieme di discipline, e non come una somma di contributi. Non considera mai i valori plastici separatamente da quelli funzionali, costruttivi, ecc… ma assolutamente possiede una visione assolutamente contemporanea del progetto di architettura, applicata attualmente solo talvolta nei progetti dai processi molto lunghi e complessi.
L’articolo “Strutture e sequenze di spazi” propone una visione atipica dello spazio interno degli edifici, solitamente ‘vuoto’. Viene qui riproposto come unico pieno nella ricostruzione dei modelli di grandi architetture del passato, con il San Pietro, la Villa Rotonda e via di seguito. Si propone quindi un ulteriore sapiente modo di ragionare sullo spazio, su cosa definisce lo spazio, su cosa è fisicamente lo spazio, su come uno spazio si può definire architettonicamente gradevole, godibile, ecc…

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Gli altri articoli “Forma come Struttura” e “Ricerca matematica in architettura e urbanistica” pongono invece l’accento su un altro aspetto della progettazione architettonica: l’Architettura Parametrica (ribadisco non come la intendiamo oggi, sarebbe meglio definirla quindi scientifica), con visione del tutto pionieristica dell’argomento. Per Moretti una forma diventa struttura nel senso che si compone di tutte le strutture ottenute come risultato di una ricerca scientifica sulla base dei parametri di progetto e dei requisiti del programma progettuale. In pratica, se si dovesse progettare uno stadio di calcio (come egli esemplifica proprio nel suo testo) si dovranno prendere in considerazioni molteplici variabili, funzionali e non, da ottimizzare al fine di trovare un ottimo compromesso. Egli chiama “Parametri” queste variabili, definendo un’architettura scientificamente ottenuta con questo metodo di lavoro un’”Architettura Parametrica”. Attualmente non possiamo riconoscere lo stesso significato alla parola, ma potremmo più che correttamente tradurre il parametro come “Funzione di Fitness” all’interno algoritmo genetico evolutivo che ottimizza in modo euristico delle forme. Dunque Moretti aveva ben chiaro quali potessero essere dei metodi per produrre dei progetti innanzitutto, e poi delle architetture costruite, che rispondessero al programma di progetto in maniera impeccabile. Si costruisce e definisce un metodo di lavoro, che attualmente si presta ad essere implementato con le nuove tecnologie all’interno dei computer e potrebbe produrre risultati più che positivi nella ricerca della forma, che non rispecchi una pura ricerca geometrica.

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Tutti questi articoli sono stati ripubblicati nella sua monografia scritta da Bucci e Mulazzani per Electa. Riporto qui i riferimenti bibliografici:

BUCCI F., MULAZZANI M., Luigi Moretti: Opere e scritti, Electa, Milano, 2000.
MORETTI L., Forma come struttura, in Spazio n°7, 1952-53.
MORETTI L., Ricerca matematica in architettura e urbanistica, in Moebius n°1, 1971.
MORETTI L., Struttura come forma, in Spazio n°7, 1952-53.

9 Comments

  1. fabio vignolo
    Posted 23 July, 2007 at 5:19 pm | Permalink | Reply

    sono uno studente di architettura alla II facoltà di Torino, in vista dell’inutile traquardo volante della laurea triennale che un giorno, navigando tra i vari blog di architettura e c., si imbatte per caso nel tuo!!!……..wow…interessante, ricco di spunti x noi pivellini e soprattutto molto ben articolato e completo nelle argomentazioni e nella stesura dei vari post (fonti bibliografiche incluse!!!!)
    davvero complimenti…
    p.s. questo tuo post e il suo contenuto capitano proprio a fagiuolo per la mia ricerca architettonica che sto conducendo per un laboratorio che trasformerò anche in tesi!!!

    fabio

  2. Alberto Pugnale
    Posted 24 July, 2007 at 2:46 pm | Permalink | Reply

    Ti ringrazio molto, comunque credo sia meglio che tu faccia riferimento più che altro ai testi. Questi sono solo appunti che scrivo per costringermi a ricordare le cose, a riordinarle e poi ad averle pronte nel caso mai servissero. Ho notato che funziona abbastanza.
    Se ho capito bene studi Luigi Moretti, oppure l’architettura non-standard, il digitale, ecc…? In ogni caso, vedi che quest’ultimo post l’ho voluto inserire appunto per evidenziare quanto possa essere importante il modo di pensare e il metodo rispetto poi alla produzione professionale nella ricerca architettonica. Se vedi Luigi Moretti parla di architettura scientifica, si mette a tavolino a pensare all’ottimizzazione rispetto a dei vincoli, ad un programma, il tutto in un modo del tutto razionale e anche scientifico. Non lo si evincerebbe a pieno solamente guardando i progetti, nonostante la loro raffinatezza. Negli scritti invece si nota innanzitutto un po’ di sostanza, tipica di altre discipline ingegneristiche e matematiche, meno architettoniche, e poi va sempre al punto, ragionandoci sempre con riferimenti colti e con spunti intelligenti. Anni ‘50 e ‘60 ma ragionamenti che ad oggi non si raggiungono leggendo alcuni articoli di testi che tra l’altro ho messo in bibliografia. Tutto il discorso sul digitale, sull’uso di strumentazioni informatiche, sulla creatività dell’architetto è pieno di nostalgia e giri di frasi senza nulla di concreto. Se leggi Moretti non è così. E in quegli anni di cose non standard se ne producevano, senza i computer. Da Fuller a Le Ricolais, Emmerich, poi tutti gli utopisti… diciamo che il periodo era fertile, e il modo di pensare positivo e moderno, non conservativo (nei confronti di quello che non si conosce, e quindi spaventa).
    Buono studio e dedicati seriamente al lavoro della laurea triennale. Varrà poco, ma è comunque un traguardo che permette di chiudere un ciclo, di ragionare sullo studio e di aprire un nuovo ciclo non necessariamente in 2°facoltà, non necessariamente a Torino, quindi comunque dei lati positivi ci sono. Se poi la cultura della società e familiare non sono pronte ad accettare delle lauree triennali, come dici tu, lo posso ben capire!
    Grazie del commento
    Alberto

  3. fabio vignolo
    Posted 24 July, 2007 at 7:49 pm | Permalink | Reply

    piano piano…andiamo con calma e ordine!!! first of all grazie x avermi risposto…ora rispondo alle tue (sue) domande…
    1_la mia attuale ricerca si sta concentrando sul concetto di PIEGA nell’architettura…da appassionato dilettante di origami mi son domandato come alcuni di questi modelli (ormai ne ho la stanza piena!!!!) potrebbero essere tradotti in sitemi strutturali….in architetture insomma!!…trovo affascinante il fatto che dalla superficie piana del foglio di carta, con un numero neanche troppo elevato di pieghe e senza dover unire parti e compiere tagli si possano ottenere sistemi tridimensionali e soprattutto autoportanti, che resisto per forma appunto….e appena ho visto le immagini e i riferimenti che hai (o ha???…ti do del lei o del tu???) postato son corso in biblioteca centrale di architettura a curiosare!!!!…a tal proposito volevo (ho deciso:ti do del tu…)
    chiederti dove trovare il numero di Matières che riporti nel tuo post!!
    2_da alcune settimane sto cercando di addentrarmi nel mondo dello scripting…a dir il vero per timore mi son solo informato attraverso blog simili al tuo e scaricando rhinoscript101….staremo a vedere!!!!!

    per quanto riguarda la tesi_ti assicuro che la dedizione e la passione con cui affronto la cosa sono degne di nota…il fatto che la definisca inutile non presuppone il fatto che io la stia prendendo alla leggera!!!….anche perchè l’argomento è più ostico e complesso di quanto potessi pensare all’inizio di questa mia esperienza!!
    grazie dell’attenzione..

    fabio

  4. Alberto Pugnale
    Posted 24 July, 2007 at 11:52 pm | Permalink | Reply

    Non volevo mica sgridarti, anzi. Facevo solo considerazioni sulla laurea triennale che non solo tu percepisci come un traguardo intermedio e non definitivo.
    Comunque parlando di cose serie, la piega è molto interessante come tema. In biblioteca ricordo di aver letto un libro di Deleuze che si intitolava proprio così, ma ora a memoria non ricordo. Lo avevo ricavato leggendo Portoghesi, che è ben noto appassionato della forma e della forma legata alla natura e varie.
    Il numero di Matières non si trova qui. Quindi le cose sono due: o vai sul sito internet del dipartimento di storia della facoltà di Losanna, che anche questo non ricordo a memoria, oppure passi da me in dipartimento e te lo leggi. Io l’ho avuto da Croset, il mio relatore, che essendo di Losanna ci è passato. Comunque ne ho ordinati anche da internet. Sul numero 8 si parla di origami, che comunque sono cose già trattate da parecchi anni anche solo da Fuller, Figus di cui parla Moretti, e addirittura i primi progetti di Piano sono in realtà origami. Non ho mai approfondito però se riguardiamo Matières e il libro di Fuller e le neoavanguardie del 2003 un po’ di bibliografia sostanziosa si trova sicuro. E anche quel testo di Deleuze riflette in modo però decisamente teorico e filosofico sulla piega.
    A occhio sembra che tu abbia già girato parecchio, e di per sè avrai notato che è già un gran lavoro la ricerca delle fonti e del materiale. Se poi ti interessa il tema magari lasciare un po’ di cose aperte è solamente uno spunto per continuare a riprenderlo in seguito, nei progetti e nella ricerca teorica.
    Comunque se ti serve il testo fatti sentire, io ci sono ancora giovedì e venerdì prima di settembre. Anche gli script meritano di riposare un po’ ogni tanto…
    Buon lavoro
    Alberto

  5. fabio vignolo
    Posted 26 July, 2007 at 11:40 am | Permalink | Reply

    Se non ho capito male tu potresti prestarmi la copia di questo numero di matéries??
    Purtroppo io non posso venire a torino in questi giorni ma potrei mandare un ambasciatore fidato… domani (venerdì)…se sei disponibile fammi sapere dove (in dipartimento di….???) è possibile trovarti e l’orario in tempo utile da poterlo comunicare alla persona che mi farà il favore di passare da te!!
    penso che questa fonte mi possa essere molto utile…spero solo di non creare troppo disturbo!!!e spero di poterti ringraziare di persona (a questo punto a settembre)…

    Grazie mille!!!

    Fabio

  6. Alberto Pugnale
    Posted 26 July, 2007 at 11:48 am | Permalink | Reply

    Facciamo una cosa più facile, ti mando le pagine che potrebbero interessanti via mail in pdf. Avrei bisogno solo della tua mail. Oppure ti lascio un indirizzo web, all’interno del mio sito, dove poterle scaricare. Fammi sapere, un saluto
    Alberto

  7. fabio vignolo
    Posted 26 July, 2007 at 2:23 pm | Permalink | Reply

    perfetto per via e-mail…solo come faccio a darti il mio indirizzo???….non vorrei scrivertelo sul blog…
    aspetto una tua risposta
    grazie grazie ancora!!

  8. Smau
    Posted 14 October, 2008 at 4:46 pm | Permalink | Reply

    Ciao Alberto,
    sono uno studente di architettura che, come Fabio Vignolo ha fatto, sta iniziando/conducendo una ricerca con tema la piega in architettura.
    Io, forse a differenza di Fabio, son proprio agli inizi… anzi diciamo pure che sono indietro come i meloni :-D
    Mi permettevo di chiederti, vista la sterminata bibliografia, da dove iniziare… tenendo conto che la ricerca che devo svolgere dovrebbe aver un risvolto particolare sul lato tecnologico (per volontà del professore che tiene il corso)… anche se io preferirei approfondire gli ambiti più “progettuali”.
    Insomma mi toccherà darci sotto in entrambi! :-D

    Scusa la mia prolissità… e grazie dell’eventuale aiuto!

    Ciao!

  9. RITA
    Posted 20 September, 2009 at 12:09 am | Permalink | Reply

    Partecipa al gruppo di discussione dedicato all’imminente convegno dedicato all’architetto romano:

    LUIGI MORETTI ARCHITETTO ROMANO

    Ti aspettiamo:
    http://www.facebook.com/group.php?gid=162109478857#/group.php?gid=162109478857

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